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Il settore videoludico nel 2020 ha generato un fatturato di 160 miliardi di dollari. Una cifra da capogiro per un mondo in continua evoluzione ed in grado di offrire prodotti per tutti i palati. L’avvento e l’affermazione dei social hanno poi reso il videogame una tematica sempre più chiacchierata nel panorama mainstream, creando delle vere e proprie community.

Qual è però la situazione in Italia? Esiste un mercato produttivo nel nostro Paese? Andiamo a scoprirlo nel dettaglio, in vista anche del nostro corso denominato Sviluppare videogiochi che stiamo organizzando presso la sede di Milano. Ne parleremo nell’articolo.

I VIDEOGIOCHI ITALIANI

In Italia la produzione di videogiochi esiste, con anche alcune grandi realtà in grado di dare lavoro a centinaia di persone. In origine vi fu la Simulmondo, una delle prime case di produzione videoludica italiane, attiva fino all’inizio del nuovo millennio, che produsse più di 150 titoli; poi tra la fine degli anni ’90 ed i primi del Duemila, uscirono alcuni titoli cult, come Screamer (1997), Gekido (2000) e Martin Mystère – Operazione Dorian Gray (2005). Oggi a predominare sono prevalentemente molte software house di piccole o medie dimensioni; il settore è certamente cresciuto molto, con l’avvio di fiere, festival e premi dedicati ai migliori titoli italiani e non è raro imbattersi in un videogioco per Playstation 4 o Xbox One realizzato totalmente nel nostro Paese, come ad esempio i titoli della Moto Gp, Iron Wings o Slaps and Beans, picchiaduro a scorrimento dedicato a Bud Spencer e Terence Hill.

Sono solo alcuni dei più recenti videogiochi prodotti nel belpaese, ma si potrebbero citare anche alcuni titoli della saga di Assassin’s Creed, sviluppati, almeno in parte, nella sede italiana di Ubisoft, a Milano.

PLAY SYS

A Milano ha poi sede PlaySys, software house fondata nel 2007 con il quale collaboriamo per l’organizzazione del nostro corso, di cui parleremo a breve. L’azienda sviluppa e pubblica videogiochi ed esperienze di gamification interattive per varie piattaforme, dal mobile, passando per VR, desktop e console. Tra i suoi titoli, tutti interamente realizzati in Italia, Fade Out nel 2019 e Abyssus – Mysteries of Deep nel 2017. Attualmente sta sviluppando l’avventura 3D per console Dreamers.

IL RUOLO DELLO SVILUPPATORE

Abbiamo analizzato in pillole quella che è la situazione videoludica in Italia, ma ora approfondiamo qual è il ruolo dello sviluppatore di videogiochi.

Per iniziare, specifichiamo che il suo compito è quello di creare il miglior gioco possibile, andando a identificare quello che è il target del titolo e il mezzo per cui è progettato (console, pc, smartphone).

Nelle grandi aziende, questo profilo è inserito in un team con professionisti come i lever designer, i grafici, i game designer ed i programmatori.

Inizialmente il suo compito è di definire i contenuti del gioco e lo sviluppo dell’idea, in seguito produce la documentazione necessaria per condividerla con la restante parte del team e discuterne la fattibilità con i game designer.

Quando la produzione del gioco viene avviata, si occuperà delle interfacce dell’utente, della validazione dei diversi tipi di input e della gestione e ottimizzazione degli asset grafici, mentre sarà compito del game designer testare i prototipi e giudicare la realizzazione degli aspetti tecnici e ludici, dando le indicazioni necessarie agli sviluppatori per ottimizzare il prodotto.

Nelle realtà più piccole ed indipendenti, lo sviluppatore di videogiochi è uno sviluppatore di software che implementa gli asset realizzati dal resto del team; il game designer invece può svolgere personalmente tutte funzioni, dalla costruzione degli ambienti (mansione altrimenti affidata al level designer), alla programmazione, fino alla raccolta dei dati statistici sull’utilizzo del gioco.

DOVE LAVORA?

Abbiamo spiegato che gli sbocchi lavorativi di questo profilo possono riguardare piccole e grandi aziende che si occupano di progettazione e prototipazione di videogiochi per pc e console, tuttavia, può altresì lavorare anche come freelance oppure operare all’interno di start-up e studi di progettazione software.

IL NOSTRO CORSO A MILANO

Alla luce di quanto detto, alla domanda “è possibile lavorare nel campo dei videogiochi in Italia?” noi rispondiamo “sì”.

L’industria videoludica italiana esiste e i team di sviluppatori presenti su tutto il territorio nazionale sono molteplici, così come sono numerose le loro proposte in fatto di titoli prodotti.

Ed è per questo che sulla sede di Milano, in collaborazione con la software house PlaySys, proponiamo un corso di sviluppo di videogiochi della durata di 30 ore (con altre 40 di esercitazione da svolgere in autonomia da casa).

L’opportunità è di apprendere i fondamenti della materia direttamente da chi, i videogiochi, li realizza, e utilizzando uno dei software più utilizzati nell’ambito, Unity.

Al termine del corso potrà seguire per i progettisti selezionati, un percorso in Playsys per approfondire sul campo le tecniche di questo affascinante mestiere.

Per informazioni, iscrizioni e costi, potete contattare la sede di Milano:

02 89454684

info_milano@immaginazioneelavoro.it

 

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